Antiquarium Monte Kronio

Le immagini mostrate in questo video sono state riprese nel mese di Dicembre 2019, pochi giorni dopo il museo chiudeva i battenti e tutt’ora è chiuso, probabilmente in via definitiva.Leggendo alcune notizie in giro per il web, il materiale esposto sarà successivamente ubicato in una nuova sede ma personalmente non ho avuto modo di verificare.

Per come sono andate le cose vi riporto un link dove leggere la notizia, leggi qui.

Io, invece, voglio scrivere il lato appassionante di un posto meraviglioso, dove si potevano ammirare i reperti archeologici direttamente nello stesso luogo dove sono stati effettuati gli scavi, tra l’altro, incorniciato dal complesso termale e religioso.Il sito si trova sulla sommità del Monte Kronio, una collina con un’altitudine di 395 metri sopra il livello del mare a circa sette kilometri per arrivare dal centro abitato di Sciacca.Arrivati davanti la Basilica del santuario di San Calogero uno spiazzo permette, se siete con un auto, di parcheggiare, da lì si raggiunge a pochi passi il piccolo museo posto all’ultimo piano della struttura alberghiera e termale delle Stufe di San Calogero, ormai chiuse anch’esse.Prima di entrare vengo catturato dalla possibilità, essendoci un grande terrazzo, di ammirare un panorama mozzafiato della città e del suo mare.L’ingresso al museo è gratuito e mi viene rilasciato comunque un biglietto.L’inagurazione e l’apertura al pubblico è avvenuta negli anni ’80 subendo, col tempo, riorganizzazioni e nuovi allestimenti.

Fascinoso è pensare che i reperti archeologici sono stati ritrovati nello stesso luogo di dove si trova il museo.Gli scavi eseguiti negli anni ’60 nel labirinto di grotte di origine carsica con temperature dai 36 ai 42 gradi, sviluppando fenomeni vaporosi adoperati per le cure termali, evento possibile e connesso al bacino idrotermale sottostante.Le ricerche archeologiche non sono state agevolate dalle alte temperature poichè negli anni ’60 non esisteva la tecnologia dei tempi attuali che sicuramente avrebbero dato una grande mano.

Le grotte che compongono questo sistema sono denominate

  • Grotta di San Calogero;
  • Grotta del Lebbroso;
  • Grotta Gallo;
  • Grotta Cucchiara;
  • Grotta del Mastro.

Le ricerche portarono alla luce diversi reperti di grande interesse come vasellame, utensili e ossa umane. Successivamente si torna a scavare altre volte, poichè l’importanza del luogo diventa di grande interesse internazionale. Così nel 2010, sul fondo di alcuni vasi di terracotta si trova un materiale residuo che analizzato si scopre sia vino! probabilmente il più antico ritrovamento di tracce di vino in Italia.Bisogna sempre pensare che si sta parlando di residui di 6 mila anni fa, quindi un vino dell’età del Rame.

Link utili: Repubblica.it,   Regione Sicilia,  Beni culturali.