Chiesa di San Nicolò la Latina

facciata chiesa san nicolò la latina di sciacca

Faccio spesso visita a questa “chiesetta”, mi piace il suo silenzio, l’aria fresca all’interno, la sua luce e sopratutto il suo mistero, le opere che ospita sono quasi tutte anonime, anche il nome dell’ architetto che l’ha ideata è ignoto. Si è sempre presupposto che una chiesa gemella come  questa si trova a Gerusalemme e a quanto pare, ultimamente, una turista tedesca entrando rimase stupefatta poichè appena visitato l’ interno ha appurato che aveva già visto la stessa chiesa a Gerusalemme. Dalle informazioni che riporta l’insegna turistica, collocata a destra della porta di ingresso si legge che la chiesa è stata costruita tra il 1100 e il 1136.Fiorì nell’epoca della dominazione Normanna, precisamente nel periodo che Sciacca fu concessa, in feudo, dal Conte Ruggero alla figlia Giulietta, personalità dalle diverse leggende amorose. Sarebbe stato un dono di nozze. La stessa Giulietta Normanna fondò nel 1108 la più importante chiesa della città, la Chiesa Madre di Sciacca luogo molto venerato dai saccensi, sito della patrona di Sciacca la Madonna del Soccorso.

esterno della chiesa san nicolò la latina di sciacca

insegna turistica chiesa san nicolo

Dedicata a S. Nicolò di Bari, prese il nome attuale nel 1172 quando in quel periodo passò alle dipendenze dell’abazia di S. Filippo di Argirò e del monastero benedettino di S.Maria la Latina di Gerusalemme. Una costruzione essenziale con la facciata a capanna realizzata in pietra calcarea locale. All’ interno un unica aula, coperta da un soffitto ligneo e due ambienti laterali in prossimità dell’altare formano una croce latina.

soffitto chiesa san nicolò la latina

Dentro la chiesa non c’è un grande altare, tanto meno grandi opere, inaspettatamente però si trovano due croci antichissime, una grande testimonianza di cultura medioevale che a mio personale parere è una fortuna averli in questa chiesa, poco visitata e spesso sottovalutata, ma vi assicuro che sono una ricchezza culturale inestimabile di recente restaurazione.

Premetto che non sono un esperto di arte e nemmeno uno storico, probabilmente non  ho nemmeno una buona capacità di scrittura in italiano corretto, voglio però condividere la mia visita, le mie sensazioni, quello che ho sentito e letto di questa meravigliosa chiesa e delle antichissime testimonianze artistiche che custodisce.

interno chiesa san nicolò

Sulla parete di sinistra è collocata la croce dall’ iconografia Triumphans, un opera davvero bella del XIII secolo realizzata con tempera all’uovo su tavola. In alto si legge parzialmente la scritta “Iesus Nazarenus Rex Iudeorum”. Il cristo dai lineamenti morbidi e sereni è dipinto in uno sfondo nero preparato con cera, stucco e colore, ai miei occhi sembra quasi come se fosse uno strato di carta. I due santi sotto le sue braccia uno è ignoto l’ altro è San Nicolò. Non passa inosservata il taglio netto in prossimità dei piedi di Cristo dove è visibile solo legno, probabilmente quella parte era inserita in una feritoia per reggersi in verticale ed esporla ai fedeli.

croce antica chiesa san nicolò la latina

L‘ altra croce, in prossimità dell’ altare, è un iconografia Patiens, infatti Cristo è dipinto in modo da rappresentare più drammaticità. Questa opera era nella vicina chiesa di Santa Maria delle Giummare ed è inclusa tra le croci bifacciate siciliane del XV secolo. Le croci bifacciate venivano dipinte tra il fronte e il retro, da una parte il Cristo in croce, mentre nell’ altra la figura del Risorto. Nel periodo delle funzioni pasquali l’ opera veniva appesa alle travi del tetto della chiesa e veniva ruotata mostrando nel venerdì santo il Cristo in croce e la domenica di Pasqua il Risorto. In questa opera, sopra la scritta I.N.R.I in uno sfondo rosso, vi è un nido di pellicano sopra l’ albero della vita insidiato da un serpente. Il pellicano, fin dal medioevo, veniva visto come un uccello che pur di nutrire i suoi figli si becca la propria carne per darle da mangiare, una metafora di abnegazione di amore verso i propri figli. Gesù si sacrifica sulla croce per salvare con il suo stesso sangue l’intera umanità. Nei lati vicino alle mani di Gesù ci sono dipinti da un lato la Vergine Maria e dall’ altro Giovanni Evangelista. Nella parte del Cristo risorto l’opera è molto consumata, probabilmente questa parte è stata appoggiata per molto tempo su una parete umida e dalle caratteristiche usuranti, solo un occhio attento ed esperto può decifrare la raffigurazione di Gesù risorto con la mano e le dita benedicenti, mentre nei quattro capicroce sono dipinti i quattro evangelisti.

croce bifacciale patiens

croce bifacciale cristo risorto

Sul lato destro della navata vi è un ingresso ad arco, successivamente murato, che porta in un piccolo ambiente che fù la cappella dedicata a San Nicolò, adesso si accede da una piccola porta. Qui si trova un interessante affresco, ancora una crocifissione, restaurato nei primi anni 2000 con il contributo del Rotary Club di Sciacca. Nel dipinto ai lati di Gesù crocifisso vi è Maria e San Giovanni, un cielo stellato, la luna dipinta con occhi umani che hanno visto e testimoniano il sacrificio di Gesù, il sole oscurato dall’eclissi.

arco murato chiesa san nicolò la latina

affresco i un ambiente separato chiesa san nicolò la latina di sciacca agrigento

Un miracolo di San Nicola è stato di salvare tre bambini da una decapitazione, questa storia non è chiara ed è molto confusa, potete cercarla sul web e notate che alcuni parlano di risuscito dei tre bambini da parte del santo, mentre altri di un salvataggio prima che accadesse l’uccisione. Due mattonelle di censo del XVII – XVIII secolo sono esposte in questa chiesa e raffigurano appunto il santo con i tre bambini.

mattonelle di censo

Nel soffitto di legno ci sono tre mensole originarie, con intagli e piccoli disegni colorati.Risalta il Beauceant, ovvero lo scudo templare, il vessillo dei cavalieri dei Templari.

mensola originaria soffitto ligneo chiesa san nicolò la latina di sciacca

Di questa chiesa ci sarebbe tanto da scrivere e ricercare, probabilmente è la chiesa più antica di Sciacca e anche le croci probabilmente più antiche della Sicilia, ma non ci sono dati alcuni che possono confermare questo primato artistico e culturale. Sono affascinato da questa chiesa spesso chiusa e dal valore culturale non abbastanza sostenuto.

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